PGD – Diagnosi genetica preimpianto

Con PGD (preimplantation genetic diagnosis) si intende l’ Identificazione di specifiche anomalie genetiche negli embrioni di coppie a rischio di trasmissione di malattie monogeniche o patologie cromosomiche (numeriche o strutturali). Viene utilizzata la più innovativa metodica di indagine genetica chiamata Next Generation Sequencing (NGS) .Questa tecnologia è stata sviluppata per ottenere una risposta a partire da pochissime cellule, anche un sola. Il test genetico PGS con NGS ha una accuratezza del 99% .

La legge n°40/2004 dà il diritto ad ogni coppia di sapere lo stato di salute dei propri embrioni (art.14 comma 5) prima che essi siano trasferiti in utero: è quindi possibile eseguire la diagnosi genetica preimpianto in quelle coppie infertili che si apprestano alla procreazione medicalmente assistita (PMA). Tuttavia il limite di 3 embrioni imposto dalla legge, rendeva la PGD di difficile applicazione pratica.

La sentenza n°151 del 2009 della Corte Costituzionale permettendo di superare il limite di 3 embrioni ottenibili nelle tecniche di fecondazione assistita, e consentendo di congelare eventuali embrioni soprannumerari, ha riaperto la strada alla diagnosi genetica preimpianto.

PGD (Diagnosi preimpianto) su blastomero in terza giornata:

Biopsia del blastomeroprevede di effettuare il prelievo di una cellula (blastomero)al cui interno è visibile il nucleo da un embrione che abbia almeno 6 cellule. Il blastomero viene inviato al laboratorio di genetica mentre l’embrione viene nuovamente posto in coltura in attesa dei risultati. Il transfer sarà eseguito il IV o V giorno di coltura dalla fecondazione a seconda del test eseguito.

PGD (Diagnosi preimpianto) allo stadio di blastocisti:

blastocistiLa diagnosi genetica preimpianto (PGD), eseguita allo stadio di blastocisti, presenta diversi vantaggi:Vedi Report Eshre sui risultati dei centri europei (https://academic.oup.com/humrep/article/32/10/1974/4097720)

la biopsia viene effettuata solo sugli embrioni che sono in grado di arrivare fino al V giorno di coltura embrionaria e con maggiori possibilità di impianto; inoltre, le cellule prelevate sono quelle del trofoblasto che darà origine agli annessi embrionali mentre la massa cellulare interna che darà origine all’embrione non viene toccata; infine, vengono prelevate diverse cellule (10 o 20 cellule), il che rende i protocolli molecolari di diagnosi più efficienti.

Diagnosi genetica preimpianto:

Nei casi in cui, per motivi etici, non si ritenga di voler effettuare la PGD sugli embrioni, è possibile prelevare il I globulo polare dagli ovociti e sottoporlo ad un’ analisi genetica. Il I globulo polare è una piccola cellula presente sulla superficie esterna dell’ovocita che viene espulsa nelle fasi finali dello sviluppo.

La cellula non è coinvolta nella formazione dell’embrione in quanto degenera, in maniera spontanea, quasi immediatamente ma presenta un corredo cromosomico speculare a quello dell’ovocita. Analizzando quindi il primo globulo polare è possibile evidenziare gli ovociti malati che verranno scartati.

Il limite di tale metodologia è rappresentato dal fatto che può essere utilizzata solo quando è la donna portatrice e non è applicabile a malattie genetiche a trasmissione paterna. Al contrario della biopsia dell’embrione, a causa di processi di ricombinazione tra cromosomi, molti ovociti restano senza diagnosi certa e quindi non utilizzabili.

Il centro di fecondazione assistita Nuova Villa Claudia è uno dei pochi che offre la possibilità di effettuare una diagnosi preimpianto allo stadio di blastocisti.

PGS – Diagnosi preimpianto delle aneuploidie cromosomiche

Con le tecniche di PGD/PGS possono essere analizzati gameti ed embrioni di coppie con diagnosi di infertilità che fanno richiesta al Responsabile del Centro di PMA di essere informati sullo stato di salute dei loro embrioni (legge 40/2004 art.14 comma 5).

La PGS (preimplantation genetics screening) è una metodologia di diagnosi genetica preimpianto che permette di effettuare lo screening dell’assetto cromosomico di ciascun embrione al fine di identificare eventuali anomalie di tipo numerico (aneuploidie). Con le nuove procedure molecolari di diagnosi è possibile identificare le aneuploidie a carico dei 22 autosomi (cromosomi dal nr. 1 al nr. 22) e dei cromosomi sessuali (X e Y), o anche variazioni del contenuto di piccole porzioni cromosomiche, come amplificazioni (duplicazioni), delezioni e traslocazioni sbilanciate.

Le Indicazioni dell’ESHRE (European Society of Human Reproduction and Embryology) per la PGS sono:

  • Coppie con Età materna avanzata: la formazione di embrioni con aneuploide è spessa associata all’età materna. La PGS è, quindi, consigliata quando l’età della donna è superiore o uguale a 38 anni
  • Ripetuti fallimenti d’impianto: nelle coppie che presentano ripetuti fallimenti nei trattamenti di fecondazione assistita anche trasferendo embrioni con buone caratteristiche morfologiche
  • Aborti ripetuti: quando la paziente è andata incontro a due o più aborti non dovuti a problemi meccanici come miomi, malformazioni dell’utero o problemi di coagulazione
  • Mosaicismo cromosomico: nel caso di pazienti che presentano alcune cellule (linee cellulari) con un cariotipo alterato per quanto riguarda i cromosomi sessuali
  • Infertilità maschile grave: nel caso di pazienti che devono far ricorso ad una biopsia testicolare per reclutare spermatozoi da utilizzare nelle tecniche di fecondazione assistita

La PGS effettuata in quinta giornata sugli embrioni allo stadio di blastocisti presenta diversi vantaggi:

  • Vengono prelevate più cellule (circa 10) rispetto all’embrione in terza giornata che presenta 6-8 cellule in tutto .Questo comporta una diagnosi più precisa (errore inferiore all’1%) e si riduce sensibilmente il rischio di “mancata diagnosi”.
  • Non viene danneggiata la massa cellulare interna che darà vita al feto in quanto le cellule vengono prelevate dalla parte più esterna,il trofoblasto, che formerà gli annessi embrionali (placenta ecc.).
  • Gli embrioni che arrivano allo stadio di blastocisti presentano statisticamente un minor tasso di alterazioni cromosomiche.
  • Si evita il transfer di embrioni che potrebbero presentare mosaicismo ,circa il 20% del totale analizzato.Non è ancora chiarito quanti di questi embrioni con mosaicismo saranno “riparati” spontaneamente ed evolveranno in una gravidanza normale.

Presso Nuova Villa Claudia è possibile effettuare la PGS sulle blastocisti