Ecografia pelvica transvaginale

L’ecografia è un esame effettuato con una sottile sonda ecografica che viene introdotta in vagina (ecografia pelvica transvaginale) e consente di osservare l’utero e le ovaia  nei loro particolari.

La metodica sfrutta gli ultrasuoni che vengono inviati e ricevuti nel loro ritorno consentendo di formare una immagine in movimento , cosiddetto “real time”.

Si possono anche osservare le arterie e le vene nel loro decorso ,grazie alla doppler flussimetria, per comprendere la funzionalità degli organi e consentire diagnosi differenziali tra le varie neoformazioni uterine ovariche e tubariche che possono essere rilevate.

L’ecografia TV può essere anche tridimensionale (3D)  per osservare meglio alterazioni strutturali della cavità uterina come setti o polipi o studiare cisti ovariche e patologie tubariche.

La qualità dell’esame dipende molto dall’esperienza dell’operatore ,ma sopratutto dall’apparecchiatura utilizzata.

Un bravissimo ecografista non potrà fare buone diagnosi se non avrà a disposizione un ottimo ecografo.

Dato l’alto costo degli apparecchi è frequente vedere degli esami di qualità insufficiente per una corretta diagnosi ecografica.

Questo è molto importante quando si si trova nella fecondazione assistita,dove  anche il più piccolo particolare può essere determinante nel successo o insuccesso della tecnica.

Ecogafia riproduttiva:

un ginecologo esperto di fecondazione assistita deve avere una ottima competenza ecografica, senza delegare esami all’esterno, in quanto  piccoli  cambiamenti di ovaia e cavità uterina devono essere ben interpretati per un buon svolgimento della procedura.

L’ecografia transvaginale riproduttiva si differenzia dalle normali ecografie perchè è indirizzata ad analizzare particolari che la normale ecografia tende a sottovalutare.

Lo studio della cavità uterina è importante ed è associato ad una valutazione della riserva ovarica mediante il conteggio dei follicoli antrali (AFC).

Anche le tube sono valutate attentamente per osservare l’eventuale presenza di raccolte fluide al loro interno (sactosalpinge) che potrebbero interferire con l’impianto embrionario.

E’ dimostrato che la presenza di sactosalpinge diminuisce significativamente le  percentuali di successo  di una fecondazione in vitro.In questi casi si consiglia l’asportazione delle tube prima di ricorrere ad una FIVET.