Il Protocollo FIVET comporta diverse fasi:
a) una stimolazione farmacologica dell’ ovaio per ottenere lo sviluppo di un numero adeguato di follicoli.
b) un ricovero di poche ore in Day-Surgery con prelievo di ovociti (pick-up ovocitario)eseguito per via endovaginale e sotto controllo ecografico, effettuato in sala operatoria in sedazione o anestesia generale.
c) l’ inseminazione degli ovociti che vengono messi in contatto con gli spermatozoi del partner per ottenere la fecondazione naturale.
d) il controllo degli ovociti inseminati che avviene il giorno seguente per verificare l’avvenuta fecondazione con la formazione di zigoti.

Nei giorni successivi gli embrioni verranno poi valutati per il “grading” e trasferiti nella cavità uterina dopo 48/72 ore.
Fecondazione assistita FIVETIl transfer embrionario è una tecnica indolore simile alla introduzione in utero degli spermatozoi durante la IIU (vedi illustrazione) quindi non necessita di ricovero.
Dal giorno successivo al transfer viene prescritta una terapia con progesterone naturale o per via iniettiva o per via vaginale e, se necessario ,altri farmaci.
Dodici giorni dopo si può effettuare il test di gravidanza sul sangue (Beta HCG ematico). Se positivo si prosegue la terapia generalmente fino alla 12a settimana di gravidanza. Se negativo si interrompe la terapia inducendo il flusso mestruale.
Dopo un mese di pausa si può tentare una nuova FIVET.
Dal 13 maggio 2009 è possibile fecondare più di tre ovociti e congelare eventuali embrioni soprannumerari per successivi transfer senza dover ripetere stimolazione ed intervento di prelievo ovocitario.

Quando viene consigliata una FIVET?
quando si riscontra una occlusione tubarica,o una oligoastenospermia o quando siano stati eseguiti dei cicli di IIU senza successo o nei casi di sterilità “sine causa”.

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